CENNI SULLE ORIGINI
Moschiano, Comune in provincia di Avellino, con oltre 1670
abitanti (dato acquisito in data 26.11.02) è posto a 280
metri sul livello del mare, occupando una superfice di Kmq
13,59. Ultimo paese del Vallo di Lauro in direzione Avellino,
con i suoi monti Santa Cristina, Serra, Pizzone folti di
vegetazione nelle zona meridionale dell’Irpinia.
Il territorio di Moaschiano ha la forma di un lungo solco
incassato a valle tra Lagno, a sud, e le pendici del Chiaio, del
monte della Carità, a nord. Queste colline sono animate a
tratti da vegeti oliveti i quali pare che si rincorrano, come un
gioco, con le scarne e nude pietraie a mezzacosta. E giù per
esse, sentieri e tratturi : braccia protese verso la propria
terra.
Quelle pietre che da sempre guardano il paese, popolate di fole
e di leggende, pare che emanino qualcosa d’antico. Vigneti e
noccioleti, più verso il piano, ed una volta i rigogliosi
castagneti a monte, costituiscono la fonte dell’economia
agricola del paese.
Quali sono le origini certe di Moschiano è difficile dirlo,
ma che siano molto antiche è un fatto fuori da ogni
discussione. Anzi nel catalogo dei paesi della Provincia del
professore Carlo Rossi (monografia del 1943), l’autore gli
attribuisce origine elleniche per essere state rinvenute molte
monete greche, nei secoli passati.
Qualche autore ritiene addirittura che abbiano origine celtiche,
come è appunto riportato in un opuscolo del 1886
probabilmente scritto da qualche sacerdote di Moshiano. Ma la
mancanza di elementi certi come: elementi di una civiltà
celtica come quelli di una civiltà greca. A riguardo va
fatto una solo eccezione: una tomba Sannitica venuta alla luce in
località Carrata, a poche centinaia di metri dagli oliveti
del Pistiello il 30 dicembre 1957.
Diverse trasformazioni ha subito il nome del nostro paese nel
corso dei secoli, dal 1400 a tutto il 1500 troviamo scritto
Muscano. Nel 1600 la vocale "u" della prima sillaba si mutò
in "o" e si ebbe Moscano. Sempre nello stesso secolo comparve la
"h" ma che non modificò il suono per mancanza della "i" tra
"h" ed "a" (perciò si scrive Moschano). Alla metà del
1700 fu aggiunta la "i", però la "o" scomparve in cambio
della "u" che ritornò, e si scrisse Muschiano. Verso 1770
troviamo gia scritto Moschiano, come oggi.
Queste osservazioni grafiche, e conseguentemente fonetiche,
alterano l’etimologia del nome. Sarebbe fondamentale
stabilire la prevalenza della "u" o della "o" nella prima sillabe
(cioè Muscano o Moscano, infatti ci fa pensare al latino
(muscus= muschio) ma Moscano, infatti al greco
(moscos=vitello).