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TOMBE RINVENUTE E LORO
DATAZIONE
TOMBE RINVENUTE E LORO DATAZIONE
Ed ora veniamo all’epoca delle tombe .
Benchè nessuna relazione o documenti ufficiali siano stati
rilasciati sull’autenticità o sull’età
dei reperti a chiusura di questa fase di scavo , tuttavia
l’assistente che l’archeologo hanno più volte
affermato , durante le nostre conversazioni che trattasi di tombe
databili al vo vi sec. D.c. saremo dunque all’alto medioevo .
In verità (premesso di essere un amatore soltanto di queste
cose e non un addetto ai lavori ) consideravo , a parer mio ,
queste più antiche e per due motivi per la tipologia
piuttosto primitiva e per la inesistenza in esse di qualsiasi segno
di cristianesimo (né lettura sulle lastre di cotto ,
né simboli o altre rappresentazioni graffite )che al v
– visec.d.c: si sarebbe facilmente riscontrato.
E’ un , ipotesi naturalmente. Ma si ribadisce
dall’altra parte che all’epoca il cristianesimo non era
ancora noto alla popolazione del luogo . L’affermazione mi
convince poco (se essere questo il motivo )considerando la
diffusione del culto intorno al sepolcro di s. Felice vescovo
già nel i sec. A poche miglia dalla carità .
A conclusione di questa memoria giova fare qualche considerazione
mettendo in rapporto l’attuale scavo con altri rinvenimenti
del passato. Tale collegamento ci darebbe la prova della
comunità della prova d’un insediamento umano almeno
dall’viii sec. A.c. (età del ferro)e che abbia nel
tempo subito spostamenti nel breve ambito della carità
–cantaro-moschiano . Infatti sono stati scoperti i segni di
un insediamento di civiltà protostorica attraverso framenti
ceramici emersi durante il recente scavo sulla collina della
carità. Una tomba sannitica (iii-ii sec.a.c.) rinvenuta nel
1957 su di un altura presso il cantaro ai piedi della predetta
collina . Di eta imperiale ( ii-iii sec. D. C.) La tomba scoperta a
valle , in moschiano nel1957 in località croce . Infine
all’alto medioevo (v-vi sec.d.c.) apparterebbe (come è
stato detto ) le tombe della necropoli della carità ,
oggetto della presente memoria . Ma bisogna osservare che fino a
oggi si è creduto che la popolazione insediata sulla
carità , in un momento non precisato per mancanza di prove ,
si fosse trasferito a moschiano abbandonando per sempre
l’antico sito. Ora invece saremmo indotti a credere alla
coesistenza di due insediamenti distinti e separati , l’uno
in moschiano , già inetà imperiale ,spiegato dalla
presenza della tomba in località croce ; l’altro sulla
carità , ancora nell’alto medioevo , convalidato dalla
scoperta in loco , della necropoli ritenuta del v-vi sec. D. C.
Se , dunque , è autentica l’epoca attribuita alla
necropoli potremo anche credere che una parte degli abitanti
dell’antico villaggio , abbandonato il monte , si sia
trasferito a valle nel sito ove è ubicato moschiano ; mentre
unaltra parte sia rimasta nel proprio sito di origine , per motivi
che non conosciamo , almeno fino all’epoca attribuita alle
tombe.
E per concludere :comunque sia finita la vicenda dello scavo
ritengo che esso non sia stato vano o inutile per i motivi gia
addotti in questo contesto .
Viene invece spontanea un’altra considerazione relativa al
destino di moschiano , quello cioè di scoprirvi con tanto
fervore le sue memorie; appena avere il tempo di poterle vederle ed
assistere al loro interramento . Avvenne cosi con la tomba
sannitica, di quella romana di età imperiale , degli
affreschi rinvenuti sulle pareti sottostanti al pavimento della
chiesa dell’immacolata . E’ avvenuto cosi anche oggi ,
della necropoli della carita’. Destino piuttosto amaro
è considerato da coloro che hanno ancora fede in certi
ideali umani e culturali.
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